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CO2 delle auto, l'Eurocamera abbassa il target 2035 all'87,5%

La commissione Ambiente (Envi) del Parlamento europeo ha approvato il 4 novembre 2026 la propria posizione sulla revisione delle norme sulle emissioni di CO2…

Edificio istituzionale con numerose bandiere davanti all'ingresso

La commissione Ambiente (Envi) del Parlamento europeo ha approvato il 4 novembre 2026 la propria posizione sulla revisione delle norme sulle emissioni di CO2 di auto e furgoni nuovi. Il testo, frutto di un accordo tra Popolari (Ppe), Socialisti e Democratici (S&D) e liberali di Renew, è passato con 48 voti favorevoli, 30 contrari e 2 astensioni. Per le auto, l'obiettivo di riduzione delle emissioni allo scarico per il 2035 scende dal 100% all'87,5%.

Cosa prevede il testo

La norma oggi in vigore impone un taglio del 100% delle emissioni medie delle auto nuove dal 2035, cioè di fatto solo veicoli a zero emissioni allo scarico. La Commissione europea aveva proposto di scendere al 90%; la commissione Envi è andata oltre, fissando l'obiettivo all'87,5%.

I costruttori potrebbero coprire un ulteriore 7,5% con crediti legati all'uso di acciaio a basse emissioni prodotto nell'Unione, arrivando così a una riduzione complessiva del 95%. I veicoli alimentati esclusivamente con carburanti rinnovabili ammessi dalle norme europee verrebbero considerati a zero emissioni.

Per i furgoni l'obiettivo del 2030 scende al 35%, contro il 40% proposto dalla Commissione e il 50% delle regole attuali; quello del 2035 passa dal 100% all'80%. Sono previsti anche incentivi per le piccole auto elettriche prodotte nell'Ue: quelle lunghe fino a 4,2 metri conterebbero come 1,4 veicoli nel calcolo delle emissioni medie dei costruttori.

I prossimi passaggi

Il relatore del provvedimento è l'eurodeputato Massimiliano Salini (Forza Italia, Ppe). Il voto in commissione non è definitivo: il testo deve essere approvato dalla plenaria del Parlamento europeo, prevista a dicembre. Solo dopo potranno iniziare i negoziati con il Consiglio dell'Ue, che rappresenta i governi nazionali. Fino a un accordo finale restano valide le regole attuali.

Fonti: ANSA, Eunews, Il Fatto Quotidiano

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