Elettriche

Colonnina ricarica auto: tipi, prese, wallbox, condominio e dove trovarle

Scegliere e usare una colonnina ricarica auto sembra complicato solo all'inizio: prese diverse, potenze in kW, corrente alternata e continua, app e tessere. In…

Simbolo di auto elettrica con spina dipinto su un parcheggio verde

Scegliere e usare una colonnina ricarica auto sembra complicato solo all'inizio: prese diverse, potenze in kW, corrente alternata e continua, app e tessere. In realtà bastano poche nozioni per orientarsi. In questa guida vediamo quali tipi di colonnine esistono, quali prese si usano in Europa, quando conviene una wallbox domestica, cosa dice la normativa sull'installazione in condominio e come trovare i punti di ricarica pubblici in Italia con la piattaforma ufficiale del Ministero.

Tipi di colonnina ricarica auto: AC e DC

La prima distinzione riguarda il tipo di corrente erogata.

Le colonnine in corrente alternata (AC) forniscono energia che viene convertita in corrente continua dal caricatore di bordo dell'auto. Sono le più diffuse in città, nei parcheggi e nelle aziende, e sono pensate per le soste di qualche ora. La velocità effettiva dipende dalla potenza della colonnina ma anche dal limite del caricatore della vettura.

Le colonnine in corrente continua (DC) contengono al loro interno il convertitore e inviano direttamente corrente continua alla batteria. Possono erogare potenze molto più alte e sono quelle da usare in viaggio. Sulle autostrade italiane, secondo i dati Motus-E riportati da ANSA, a fine settembre 2026 c'erano 1.569 punti di ricarica, per l'85% in corrente continua e per il 57% sopra i 150 kW. Nel complesso i punti di ricarica pubblici in Italia erano 88.368.

Le potenze delle colonnine

Il regolamento europeo AFIR classifica i punti di ricarica in base alla potenza. Le categorie, riportate dall'Osservatorio europeo sui combustibili alternativi della Commissione europea, sono queste:

CorrenteCategoriaPotenzaUso tipico
ACLenta (monofase)sotto 7,4 kWCasa, sosta notturna
ACMedia velocità (trifase)da 7,4 a 22 kWWallbox, colonnine di città, aziende
ACVeloce (trifase)oltre 22 kWPoco diffusa
DCLentasotto 50 kWParcheggi, aziende
DCVeloceda 50 a meno di 150 kWStrade extraurbane, centri commerciali
DCUltraveloce livello 1da 150 a meno di 350 kWAutostrade, grandi arterie
DCUltraveloce livello 2da 350 kW in suAutostrade, hub di ricarica

Ricorda che la potenza scritta sulla colonnina è un massimo: l'auto riceve solo quella che è in grado di accettare, e in corrente continua la potenza di solito si riduce man mano che la batteria si riempie.

Le prese: Tipo 2 e CCS Combo 2

In Europa lo standard per la ricarica in corrente alternata è la presa Tipo 2 (detta anche Mennekes), mentre per la ricarica rapida in corrente continua si usa il connettore CCS Combo 2, che unisce la parte superiore del Tipo 2 a due grossi poli aggiuntivi per la corrente continua. Secondo l'Osservatorio europeo, le regole UE richiedono che i punti di ricarica in AC dispongano almeno di prese o connettori di Tipo 2 e che quelli ad alta potenza in DC abbiano connettori CCS Combo 2. Oggi queste specifiche sono contenute nell'allegato II del regolamento AFIR, aggiornato dal regolamento delegato (UE) 2025/656 per i punti installati o rinnovati dall'8 gennaio 2026. Le regole non vietano di aggiungere altri connettori.

In pratica:

  • alle colonnine AC si usa spesso il proprio cavo Tipo 2, da tenere in auto;
  • alle colonnine DC il cavo è fissato alla colonnina e va solo inserito nella presa CCS dell'auto;
  • su alcune colonnine si trova ancora il connettore CHAdeMO, usato da una parte dei modelli meno recenti.

Consiglio: prima di partire per un viaggio controlla nel libretto o nell'app dell'auto quali prese supporta e qual è la potenza massima in AC e in DC. Così puoi scegliere solo le colonnine compatibili ed evitare soste più lunghe del previsto.

La wallbox domestica

La wallbox è una colonnina compatta da installare a parete nel box o nel posto auto. Rispetto alla presa domestica offre una ricarica più rapida e più sicura, perché è progettata per lavorare a lungo a potenza costante e dialoga con l'auto. Le taglie più comuni dipendono dalla corrente e dal tipo di impianto:

  • monofase, tipica delle abitazioni, con potenze fino a circa 7,4 kW;
  • trifase, con potenze di 11 kW o 22 kW, se l'impianto lo consente.

La potenza realmente utilizzabile dipende anche dal contatore: con un contratto da 3 kW la wallbox deve essere regolata per non far scattare il limitatore. Molti modelli hanno una funzione di bilanciamento dei carichi, che riduce automaticamente la ricarica quando in casa sono accesi altri elettrodomestici. L'installazione deve essere eseguita da un'impresa abilitata ai sensi del DM 37/2008, che rilascia la dichiarazione di conformità dell'impianto.

Esistono periodicamente contributi pubblici per l'acquisto e l'installazione di wallbox domestiche: importi, finestre e requisiti cambiano, quindi verifica sempre lo stato delle misure sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy prima di contare su un incentivo.

Installare una colonnina in condominio: cosa dice la normativa

Il riferimento principale è l'articolo 17-quinquies del decreto legge 83/2012, convertito dalla legge 134/2012. Le situazioni sono essenzialmente due.

Decisione dell'assemblea. Secondo il comma 2 dell'articolo, le opere edilizie per installare infrastrutture di ricarica negli edifici in condominio sono approvate dall'assemblea, in prima o in seconda convocazione, con le maggioranze previste dall'articolo 1136, primo, secondo e terzo comma, del Codice civile: quorum più bassi di quelli richiesti per le innovazioni ordinarie. Resta salvo quanto previsto dall'articolo 1102 del Codice civile sull'uso della cosa comune.

Iniziativa del singolo condòmino. Il comma 3 prevede che, se il condominio rifiuta di deliberare o non delibera entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto, il condòmino interessato può installare a proprie spese i dispositivi di ricarica, secondo le stesse modalità. Restano fermi i limiti degli articoli 1120, secondo comma, e 1121, terzo comma, del Codice civile. In pratica conviene sempre presentare la richiesta per iscritto all'amministratore, soprattutto se i lavori coinvolgono parti comuni come il passaggio dei cavi.

In ogni caso è utile:

  • far preparare un progetto da un tecnico qualificato quando richiesto dalla normativa sugli impianti;
  • verificare la potenza disponibile e, se serve, chiedere un contatore dedicato;
  • controllare gli aspetti di prevenzione incendi se l'autorimessa è soggetta ai controlli dei Vigili del Fuoco;
  • consegnare all'amministratore la dichiarazione di conformità a fine lavori.

Per casi particolari, come autorimesse molto grandi o impianti condivisi tra più condòmini, conviene farsi assistere da un professionista.

Come trovare una colonnina di ricarica: la Piattaforma Unica Nazionale

Il modo più affidabile per trovare i punti di ricarica pubblici in Italia è la Piattaforma Unica Nazionale (PUN). È stata lanciata il 27 marzo 2024 dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, realizzata con GSE e RSE, come spiega il comunicato stampa di presentazione. In base al decreto ministeriale del 16 marzo 2023, sono i gestori delle colonnine (CPO) a inserire i dati sulle proprie infrastrutture.

Sulla piattaforma puoi vedere, per ogni punto accessibile al pubblico:

  • la posizione sulla mappa;
  • il tipo di alimentazione e la potenza massima erogabile;
  • l'operatore che gestisce il punto;
  • lo stato del punto di ricarica.

Oltre alla PUN, i singoli operatori hanno le proprie app, utili soprattutto per conoscere il prezzo e avviare la sessione. Il regolamento europeo AFIR, applicato dal 13 aprile 2024, punta a rendere sempre più semplice pagare anche senza abbonamento e a mostrare il prezzo in modo trasparente prima della ricarica.

Domande frequenti

Che presa serve per ricaricare l'auto elettrica in Italia?

Per la ricarica in corrente alternata si usa la presa Tipo 2, standard europeo; per la ricarica rapida in corrente continua si usa il connettore CCS Combo 2. Alcune colonnine offrono anche il connettore CHAdeMO.

Quanto deve essere potente una wallbox di casa?

Dipende dal contatore e dall'impianto. In un'abitazione con impianto monofase si arriva fino a 7,4 kW, ma con un contratto da 3 kW la wallbox va regolata più in basso o dotata di bilanciamento dei carichi. Le wallbox trifase arrivano a 11 o 22 kW.

Serve il permesso del condominio per installare una wallbox nel box?

Le opere per la ricarica in condominio sono approvate dall'assemblea con le maggioranze dell'articolo 1136 del Codice civile. Secondo l'articolo 17-quinquies del decreto legge 83/2012, se il condominio rifiuta o non delibera entro tre mesi dalla richiesta scritta, puoi installare la ricarica a tue spese, nel rispetto degli articoli 1120 e 1121 del Codice civile richiamati dalla norma.

Dove vedo tutte le colonnine di ricarica pubbliche in Italia?

Sulla Piattaforma Unica Nazionale dei punti di ricarica, promossa dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, che riporta posizione, potenza, operatore e stato dei punti accessibili al pubblico.

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