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Casco moto: come scegliere tipo, omologazione ECE 22.06 e taglia

Il casco moto è il dispositivo di protezione più importante per chi guida una due ruote: in Italia è obbligatorio dal 1986 e deve essere omologato e…

Motociclista con casco rosso fermo davanti a un paesaggio di montagna

Il casco moto è il dispositivo di protezione più importante per chi guida una due ruote: in Italia è obbligatorio dal 1986 e deve essere omologato e correttamente allacciato. Ma scegliere quello giusto non è solo una questione di estetica o di prezzo. Tipo di casco, omologazione, taglia e stato di conservazione fanno la differenza tra un casco che protegge davvero e uno che dà solo un'illusione di sicurezza. Ecco una guida pratica per orientarsi, senza riferimenti a marche specifiche.

Perché il casco moto conta così tanto

Chi va in moto è uno degli utenti più vulnerabili della strada. Secondo il dossier della Camera dei deputati sul trasporto e la sicurezza stradale, nel 2023 in Italia i motociclisti morti in incidenti stradali sono stati 734. Nella maggior parte degli urti la testa è la parte del corpo più esposta, ed è proprio lì che il casco lavora: la calotta esterna distribuisce la forza dell'impatto, mentre lo strato interno in polistirolo espanso (EPS) la assorbe deformandosi.

Le norme di comportamento per motociclisti di Anas lo ricordano in modo semplice: il casco è obbligatorio per chi viaggia su un veicolo a motore a due ruote e deve essere omologato e correttamente allacciato. Un casco slacciato o troppo largo, in caso di caduta, può sfilarsi e non proteggere affatto.

I tipi di casco: integrale, modulare, jet

La prima scelta riguarda la forma del casco, che dipende soprattutto dall'uso che ne farai.

  • Integrale. Copre tutta la testa e il viso, con la mentoniera fissa. È il tipo che offre la protezione più completa ed è indicato per tragitti lunghi, viaggi, autostrada e pista.
  • Modulare (o apribile). Ha la mentoniera che si solleva: unisce la protezione di un integrale alla praticità di un jet. È apprezzato in città e nei viaggi, ma conviene usarlo chiuso alle velocità più alte, per esempio in autostrada.
  • Jet. È aperto sul viso, più leggero e ventilato, con una visuale ampia. È adatto ai brevi spostamenti urbani, ma lascia scoperta la parte inferiore del viso.

Come sottolinea L'Automobile, la rivista dell'ACI, i caschi cosiddetti "a scodella" (Cromwell) sono da evitare: ormai fuori legge, non garantiscono i requisiti minimi di sicurezza.

Tipo di cascoProtezionePunti di forzaUso consigliato
IntegraleLa più completaCopertura totale del viso, stabilità, meno rumoreViaggi, autostrada, pista
ModulareAlta, se usato chiusoVersatile, comodo da indossare e togliereCittà e turismo
JetParziale (viso scoperto)Leggero, arioso, ampia visualeBrevi tragitti urbani
A scodellaInsufficienteNessuno dal punto di vista della sicurezzaDa evitare

L'omologazione ECE 22.06: cosa significa

Il riferimento attuale per l'omologazione dei caschi è il regolamento ECE 22.06, cioè la serie 06 di emendamenti al Regolamento ONU n. 22, entrata in vigore il 3 gennaio 2021 come comunicato dalla circolare della Motorizzazione del 23 novembre 2020. Ha preso il posto della precedente serie 05 e prevede test più severi:

  • oltre ai punti di impatto fissi, il laboratorio ne sceglie altri tra dodici posizioni della calotta;
  • gli urti vengono provati a diverse energie, compresa una prova a velocità più bassa;
  • viene misurata l'accelerazione rotazionale, cioè l'effetto delle forze che fanno ruotare la testa durante l'urto;
  • le visiere devono resistere all'impatto di una piccola sfera d'acciaio lanciata ad alta velocità;
  • gli accessori previsti dal produttore vengono provati in fase di omologazione: solo quelli testati mantengono valida l'omologazione del casco.

Come riconoscerla? Il Regolamento ONU n. 22 prevede un'etichetta di omologazione cucita sul cinturino. Le prime due cifre del numero di omologazione indicano la serie del regolamento: un casco 22.06 riporta un numero che inizia con 06. L'etichetta indica anche il tipo di protezione del mento: P (mentoniera protettiva, come un integrale), J (jet, senza mentoniera), NP (mentoniera non protettiva) oppure P/J, tipica dei modulari, che significa omologato sia con la mentoniera chiusa sia aperta.

Se hai un casco omologato con la serie precedente 22.05, ricorda che è stato provato con criteri meno severi: quando arriva il momento di cambiarlo, scegline uno 22.06.

Come trovare la taglia giusta

Un casco protegge bene solo se calza bene. Per orientarti sulla taglia, misura la circonferenza della testa con un metro da sarta, appena sopra le sopracciglia e le orecchie, nel punto più largo. Ogni produttore ha la sua tabella delle taglie, quindi confronta la misura con quella del modello che ti interessa.

La misura però è solo il punto di partenza, perché la forma della testa cambia da persona a persona. Quando provi il casco:

  • deve essere aderente in modo uniforme, senza punti di pressione dolorosi su fronte, tempie o nuca;
  • allacciato, non deve ruotare né scivolare in avanti se lo muovi con le mani;
  • tienilo indossato per qualche minuto prima di decidere: un fastidio che compare dopo poco diventa insopportabile dopo un'ora di guida;
  • se porti gli occhiali, provalo con gli occhiali.

Per questo conviene acquistarlo in un negozio dove puoi provare più modelli e taglie: la calzata è molto personale.

Consiglio: non comprare un casco "un po' largo" pensando che si adatterà, né uno usato di cui non conosci la storia. Un casco troppo largo può sfilarsi in caso di caduta, e uno usato potrebbe aver già subito urti che non si vedono dall'esterno.

Quando sostituire il casco moto

Il casco non è eterno. Lo strato interno in EPS, una volta compresso da un urto, non torna alla forma originale e perde gran parte della sua capacità di assorbire l'energia. Per questo il casco va sostituito:

  • dopo una caduta o un urto significativo, anche se all'esterno non si vedono danni;
  • con il passare degli anni: sudore, raggi UV e sbalzi di temperatura degradano i materiali, quindi segui la durata indicata dal produttore nel libretto di istruzioni;
  • quando le parti critiche sono rovinate, come il cinturino, la chiusura o la calotta.

Per farlo durare di più, conservalo in un luogo asciutto e ventilato, lontano da fonti di calore, carburante e solventi; pulisci la visiera con prodotti delicati e lava gli interni seguendo le istruzioni. Non modificare mai da solo le parti strutturali e non verniciare la calotta con prodotti non previsti dal produttore.

Domande frequenti

Quale casco moto è il più sicuro?

A parità di omologazione, l'integrale offre la protezione più completa perché copre anche il mento e il viso. Il modulare è vicino, se usato chiuso.

Che differenza c'è tra un casco ECE 22.05 e uno 22.06?

La serie 06, in vigore dal 3 gennaio 2021, aggiunge prove più severe: impatti in più punti e a diverse energie, misura dell'accelerazione rotazionale e test della visiera con una sfera d'acciaio ad alta velocità. Quando cambi casco, scegline uno 22.06.

Come capisco se un casco è omologato 22.06?

Controlla l'etichetta di omologazione cucita sul cinturino: il numero di omologazione della serie 22.06 inizia con 06.

Ogni quanto va cambiato il casco?

Subito dopo una caduta o un urto importante, anche senza danni visibili. In assenza di urti, segui la durata indicata dal produttore e sostituiscilo se cinturino, chiusura o calotta sono rovinati.

Il casco jet va bene per l'autostrada?

Un jet omologato è consentito, ma lascia scoperto il viso. Per l'autostrada e i lunghi tragitti un integrale o un modulare chiuso offrono più protezione e meno rumore.

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